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GIOVEDÌ 25 FEBBRAIO 2021 08:43 « Indietro
ALTRO CHE LE PANCHINE!

Su tutto il lungomare di Bari, da "Pane e pomodoro" al Porto, c'erano una volta le panchine. Poi, la pandemia ha suggerito agli amministratori comunali di farle smontare per evitare assembramenti e contatti ravvicinati, specie tra i più giovani. Si sa, l'occasione fa l'uomo... infettato dal Covid-19.

L'operazione sarà costata alle casse comunali un bel gruzzolo: smontaggio, trasporto in deposito, rimontaggio (quando sarà).

Chi però pensava di aver risolto il problema alla radice, probabilmente dovrà ricredersi. Infatti, specie sul lungomare Vittorio Veneto (nel tratto compreso tra l'ex teatro Margherita e il Porto), durante le giornate di sole la gente staziona ugualmente, anche senza le panchine. Chi legge un libro, chi scatta foto, chi addenta un pezzo di focaccia, chi contempla semplicemente il mare. E dove si siede? Naturalmente sul muretto che delimita la zona prospiciente il mare (gli scogli) dal marciapiede. Decine di baresi, in certe ore addirittura centinaia, stazionano sul lungomare per una boccata d'aria pura, incuranti dei pericoli della pandemia. Ed era facile prevederlo, anche perché i controlli non sono poi così pressanti. E allora la domanda sorge spontanea: ma non era meglio lasciare le panchine di legno? Anche perché sul lato opposto certo non si potevano rimuovere le panchine in marmo che lo stesso offrono "ospitalità" in riva al mare. Come pure il muretto che va dal Fortino all'ex Mercato del pesce (in piazza Ferrarese). Anche qui, frotte di giovani sostano e spesso bivaccano di fronte al mare, addentando un panino o bevendo una bibita.

Insomma, l'antico adagio "fatta la legge, trovato l'inganno" è sempre attuale, anche ai tempi del Covid-19.


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