Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[ALTRO CHE LE PANCHINE ]]>

Su tutto il lungomare di Bari, da "Pane e pomodoro" al Porto, c'erano una volta le panchine. Poi, la pandemia ha suggerito agli amministratori comunali di farle smontare per evitare assembramenti e contatti ravvicinati, specie tra i più giovani. Si sa, l'occasione fa l'uomo... infettato dal Covid-19.

L'operazione sarà costata alle casse comunali un bel gruzzolo: smontaggio, trasporto in deposito, rimontaggio (quando sarà).

Chi però pensava di aver risolto il problema alla radice, probabilmente dovrà ricredersi. Infatti, specie sul lungomare Vittorio Veneto (nel tratto compreso tra l'ex teatro Margherita e il Porto), durante le giornate di sole la gente staziona ugualmente, anche senza le panchine. Chi legge un libro, chi scatta foto, chi addenta un pezzo di focaccia, chi contempla semplicemente il mare. E dove si siede? Naturalmente sul muretto che delimita la zona prospiciente il mare (gli scogli) dal marciapiede. Decine di baresi, in certe ore addirittura centinaia, stazionano sul lungomare per una boccata d'aria pura, incuranti dei pericoli della pandemia. Ed era facile prevederlo, anche perché i controlli non sono poi così pressanti. E allora la domanda sorge spontanea: ma non era meglio lasciare le panchine di legno? Anche perché sul lato opposto certo non si potevano rimuovere le panchine in marmo che lo stesso offrono "ospitalità" in riva al mare. Come pure il muretto che va dal Fortino all'ex Mercato del pesce (in piazza Ferrarese). Anche qui, frotte di giovani sostano e spesso bivaccano di fronte al mare, addentando un panino o bevendo una bibita.

Insomma, l'antico adagio "fatta la legge, trovato l'inganno" è sempre attuale, anche ai tempi del Covid-19.

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<![CDATA[SCHEGGE A DUE RUOTE]]>

Sin dal loro apparire è stato subito chiaro che avrebbero rappresentato indubbiamente una grossa opportunità in tema di mobilità cittadina ma anche un grosso problema. Ora che i monopattini si sono appropriati della scena urbana, ecco che tutti i nodi vengono al pettine. A cominciare dagli spericolati (per lo più giovanissimi) fruitori di una simile... "scheggia" che sfrecciano in città senza le dovute protezioni, con ardite evoluzioni tra il traffico. Per loro non esistono semafori, divieti, segnaletica e quant'altro preposto dal Codice della strada per la tutela di automobilisti, motociclisti e ciclisti oltre che per i pedoni. Il pericolo è il loro mestiere e l'incidente è dietro l'angolo.

E questo è solo un aspetto. L'altro, se possibile ancora più grave, riguarda l'indisciplina nel parcheggio. Sino a poco fa, quando si parlava di parcheggio-selvaggio, il riferimento era solo ed esclusivamente alle auto, in seconda e terza fila. Ora i monopattini sono saldamente al primo posto. Chi se ne serve, non esita ad abbandonarli ovunque, incuranti dei problemi causati ai passanti. Ma quando decidono di lasciarli posteggiati lì dove ci sono gli spazi riservati alle moto, ecco il paradosso di un monopattino che occupa inopinatamente gli spazi in modo a dir poco indisciplinato.

Forse è arrivato il momento di intervenire con multe e quant'altro!

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<![CDATA[ILLECITI CONTRO IL REDDITO DI CITTADINANZA NEI GUAI UN PERCETTORE CHE AVEVA ANCHE ACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO ]]>

Approfondite attività info-investigative dei militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Monopoli, in sinergia e collaborazione con l’INPS, hanno dato modo di individuare un soggetto che, pur risultando evasore totale, percepiva il beneficio del Reddito di Cittadinanza e aveva accesso al Patrocinio a spese dello Stato.

L’operazione ha avuto origine dall’approfondimento della posizione patrimoniale e reddituale del soggetto, a seguito della richiesta e dell’ottenimento dell’accesso al Gratuito Patrocinio.

In particolare, è stata dapprima effettuata la verifica della sussistenza di tutti i requisiti normativamente previsti per beneficiare del Reddito di Cittadinanza.

In tale contesto, è emerso che il soggetto, una donna titolare di partita IVA, aveva omesso di autodichiarare nell’apposita domanda di richiesta, come proprio patrimonio familiare, i redditi conseguiti mediante la sua attività di commercio al dettaglio, qualificandosi come disoccupata. Pertanto, è stata ritenuta responsabile della fattispecie di reato specificamente prevista dalla normativa in materia per chiunque renda false dichiarazioni allo scopo di beneficiare indebitamente del RdC, per un ammontare complessivo, nel caso di specie, di euro 8.998,50.

Parallelamente, gli operanti hanno scoperto che sia tale soggetto sia il coniuge avevano chiesto ed ottenuto l’accesso al Patrocinio a spese dello Stato, omettendo di comunicare, nell’apposita autocertificazione, la percezione del Reddito di Cittadinanza e i redditi conseguiti attraverso l’attività della ditta individuale. Ne è conseguita, quindi, la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari della titolare della D.I., per aver reso false dichiarazioni al fine di beneficiare del RdC e per le falsità e le omissioni nella dichiarazione sostitutiva e nelle comunicazioni finalizzate ad accedere al Gratuito Patrocinio.

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<![CDATA[LA CRONACA DEL GIORNO DEI CARABINIERI]]>

Trani (BT). Utilizzavano un minore per il trasporto di droga. Un arresto e tre denunce.

 

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Trani hanno condotto una proficua operazione antidroga, traendo in arresto una persona e denunciando in stato di libertà altre tre, ritenute responsabili di grave violazione in materia di stupefacenti.

Nella rete tesa dagli investigatori è caduto S.A, 23enne, il quale veniva trovato in possesso di 5 dosi di marijuana, mentre era in compagnia di un 21enne, con il compito di “cassiere”. Immediate le perquisizioni nei luoghi di residenza e di domicilio dei due, che portavano alla scoperta dell’esistenza di una vera e propria organizzazione a conduzione familiare.

Infatti, durante una delle perquisizioni, veniva fermata la madre del 21enne la quale, aveva inviato il figlio minore di anni 14, presso l’abitazione della mamma del 23enne, al fine di portar via lo stupefacente che la donna e il figlio gestivano.

I militari, recatisi a casa di S.A. per procedere alla perquisizione domiciliare, incrociavano sulle scale dell’immobile il minore, precedentemente identificato, il quale portava con sé uno zainetto nero che aveva appena prelevato, contenente 130 grammi di marijuana divisa in 114 dosi, confezionate nello stesso modo di quelle rinvenute sulla persona di S.A.

La successiva perquisizione presso l’abitazione della madre del 23enne permetteva di rinvenire e sequestrare altresì una pistola scacciacani, mancante del tappo rosso.

Per tale ragione, S.A. veniva tratto in arresto è condotto presso la propria residenza, mentre le due donne e il figlio maggiorenne venivano deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Per quanto concerne il minore, la vicenda è stata segnalata alla competente Procura dei Minori di Bari.

 

Gravina in Puglia (BA).  Scatenano una rissa in strada. Arrestate 4 persone.

 

Poteva avere più gravi conseguenza la rissa che si è verificata in pieno giorno nel centro abitato di Gravina in Puglia, alla quale hanno partecipato quattro persone tutte del luogo, se non fosse stato per i Carabinieri della locale Stazione, prontamente intervenuti per calmare gli animi esagitati e per ricostruirne successivamente i motivi.

La vicenda, dai contorni shakespeariani, è stata presto chiarita una volta che sono state identificate le parti coinvolte. Da un lato il padre e il rispettivo figlio, dalla controparte, il padre e la rispettiva figlia che si erano dati appuntamento per delineare i contorni di una relazione sentimentale osteggiata dalle famiglie e che aveva come protagonisti il giovane, che ha preso parte alla rissa, e un’altra figlia dell’altro genitore intervenuto all’incontro. Più che definire in modo civile la vicenda, i contendenti sono ben presto passati alle vie di fatto e hanno quindi dato corso a una violenta rissa, che i Carabinieri, con non poca fatica, sono riusciti a sedare. Tutti hanno riportato lesioni lievi, fatta eccezione per la giovane che ha, addirittura, subìto la frattura di un dito della mano. Non solo. L’attività svolta dai militari sul posto ha consentito di recuperare un martello del quale si è accertato l’utilizzo da parte del giovane che ha preso parte alla rissa e pertanto sottoposto a sequestro. La gravità del fatto, i futili motivi, nonché la personalità di tre soggetti coinvolti, gravati da precedenti di polizia, non hanno potuto evitare loro l’arresto per rissa, aggravata dalle lesioni e la sottoposizione agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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<![CDATA[BARI CONTROLLI ANTICOVID DELLA POLIZIA LOCALE SANZIONI PER OLTRE 10 000 EURO]]>

Ieri sera gli agenti della Polizia Locale di Bari, hanno sanzionato 18 ragazzi baresi perchè assembrati senza indossare la dovuta mascherina di protezione nella zona umbertina della città.

Nella tarda serata, invece, nel quartiere Carrassi, sanzionati altri 5 cittadini riunitisi anch'essi senza DPI.

In totale sono state elevate sanzioni pecuniarie per circa 9.200 euro.

Controllati anche diversi circoli ricreativi nel quartiere San Girolamo dove sono stati sanzionati 4 avventori, scoperti seduti intorno ad un tavolo coperto da un panno verde, intenti a giocare a carte senza indossare le prescritte mascherine.

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<![CDATA[BARI L ULTIMO SALUTO AL PROF FRANCO CASSANO ]]>

Oggi pomeriggio, alle 16, nell'atrio dell'Ateneo di Bari, alla presenza delle autorità, si è svolta la cerimonia laica per ricordare il sociologo e filosofo prof. Franco Cassano che, sin da quando militava nel PCI metteva il Sud al centro del contesto Mediterraneo. Cassano ha dialogato a distanza con i pensatori radicali, riflettendo sulla dimensione della tragicità e la necessità di andare oltre questa visione. Tanti i messaggi di cordoglio pervenuti dal mondo politico, scrittori, musicisti e gente comune che oggi  hanno voluto rendere omaggio a un cosi grande uomo del Sud.

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<![CDATA[OPERAZIONE CHEGUAIO DENUNCIATI 9 SOGGETTI PER PIRATERIA EDITORIALE E SEQUESTRATI 329 CANALI GRUPPI ATTIVI SU TELEGRAM NONCH 10 SITI PIRATA ]]>

Nella mattinata odierna i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo di urgenza, emesso da questa Procura della Repubblica, di 10 siti web “pirata”, tramite i quali è stata operata la diffusione illecita di giornali, riviste ed e-book in violazione della normativa sul diritto di autore.
Le attività investigative svolte dalle Fiamme Gialle baresi hanno, difatti, consentito di individuare alcuni siti “pirata” che hanno posto a disposizione del pubblico l’intero contenuto di giornali, riviste e libri, permettendo a chiunque di scaricare illecitamente e gratuitamente le relative copie digitali, attraverso link di collegamento a risorse web gestite su server esteri.
L’attività di polizia giudiziaria (operazione denominata “#CHEGUAIO!”) costituisce l’ulteriore sviluppo di indagini, a tutela del diritto di autore, avviate nel 2020 a seguito della denuncia presentata dalla Federazione Italiana Editori Giornali e coordinate da questa Procura della Repubblica, per rilevare i canali presenti sulla piattaforma di messaggistica istantanea “Telegram”, sui quali era possibile reperire materiale editoriale in formato digitale, in violazione della normativa che tutela il diritto d’autore e i diritti connessi.
Le indagini hanno determinato, finora, la “chiusura” di 329 canali e gruppi di utenti presenti su “Telegram”, individuati dagli investigatori della Guardia di Finanza di Bari grazie al costante monitoraggio della piattaforma, nonché l’identificazione di diversi soggetti responsabili della distribuzione illecita di migliaia di copie digitali di quotidiani. In particolare, nei confronti di alcuni degli indagati, lo scorso 6 agosto 2020, si è proceduto a eseguire perquisizioni domiciliari in Puglia, Campania, Marche e Lazio, all’esito delle quali sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici.
La puntuale analisi del contenuto della memoria degli apparati sequestrati ha consentito di acquisire ulteriori elementi di riscontro delle condotte illecite tenute dai 9 soggetti indagati per la violazione della normativa in materia di diritto di autore e di risalire a 10 siti “pirata”, da cui gli stessi hanno scaricato copie digitali di giornali, riviste ed e-book che - in esecuzione dell’odierno provvedimento di sequestro preventivo - sono stati “oscurati”.
In tale contesto è emerso che i responsabili della gestione dei siti oggetto di sequestro non percepiscono dagli utenti alcun corrispettivo per l’accesso ai relativi contenuti, traendo, invece, profitto dalla pubblicità inserita nelle relative pagine sotto forma di banner e pop-up.
La presente operazione - coordinata da questa Procura ed eseguita dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari - conferma come il mercato della pirateria editoriale rappresenti un business illecito molto fiorente, in grado di coinvolgere una vastissima platea di utenti che lo alimentano, spesso inconsapevoli delle conseguenze, anche di natura penale, cui si espongono e degli ingenti
danni economici che tale pratica arreca sia ai titolari dei diritti di autore, sia - in senso più ampio - all’economia nazionale. Pertanto, prosegue incessante l’azione investigativa, svolta da questo Ufficio giudiziario in stretta sinergia con le Fiamme Gialle baresi, per la repressione di tale insidioso fenomeno criminale che altera le dinamiche del mercato, danneggiando gli operatori del settore dell’editoria nazionale che rispettano le “regole”.

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<![CDATA[CONTROLLI ANTI COVID 19 DA PARTE DEI CARABINIERI A VALENZANO UN ARRESTO PER RESISTENZA E VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE ]]>

Controlli anti covid-19 in tutta la città metropolitana da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari.

Sono ormai le ore 23.00, ma il bar è ancora aperto e alcuni avventori consumano alcolici all’esterno. Succede a Valenzano, in pieno centro, in barba a tutte le norme per il contenimento del covid-19. Questa è la scena che si è presentata a una pattuglia della locale Stazione Carabinieri, impegnata nel controllo del territorio e anche a far rispettare le disposizioni di coprifuoco nelle ore notturne. Ma non è tutto, i titolari, nonostante i ripetuti inviti da parte dei militari a chiudere e a rispettare le disposizioni, non ne vogliono sapere e inveiscono contro i Carabinieri. Inutili i tentativi di calmare gli animi da parte dei due militari che sono costretti a chiedere rinforzi. La situazione degenera velocemente, quando un 35enne, del luogo, che stava all’interno del bar, si scaglia contro uno dei Carabinieri e lo colpisce con una testata al volto, ferendolo, e scappa via. Verrà immediatamente rintracciato e arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per gli avventori e i titolari scattano le sanzioni covid e il bar viene chiuso per 5 giorni.

A Binetto, una coppia, a bordo della loro autovettura viene fermata durante un posto di controllo dai Carabinieri della Stazione di Grumo Appula. Tutto normale se non fosse per l’orario. Sono le 2 del mattino e, non avendo valide giustificazioni, ai due viene contestata l’inosservanza delle misure sul contenimento della pandemia. Dopo le invettive e le minacce nei confronti degli operanti, ricevuta copia del verbale i due lo accartocciano gettandolo per terra. Ora, oltre alla sanzione amministrativa per violazione delle normative anti-covid dovranno rispondere di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Se a Grumo Appula il titolare di un bar è stato sanzionato, con contestuale misura accessoria della chiusura per 5 giorni dell’attività, perché dopo le 21 stava somministrando bevande a un avventore, anche lui sanzionato, nella centralissima via Sparano di Bari, un giovane che girava senza i previsti dispositivi di protezione delle vie respiratorie, alla vista dei Carabinieri ha pensato bene di darsi alla fuga per sottrarsi al controllo. Dopo un breve inseguimento è stato raggiunto dagli operanti che gli hanno contestato la prevista sanzione.

 

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<![CDATA[BARI LA POLIZIA DI STATO ARRESTA 4 PREGIUDICATI PER IL FURTO DI OLTRE 3000 BOTTIGLIE DI VINO ]]>

Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dalla Sezione G.I.P. del Tribunale di Bari, con cui è stata disposta la custodia in carcere di GENCHI Vito cl.’70 e la misura degli arresti domiciliari di CIAMPA Rocco cl.’75, MELE Vito cl.’79 e DELLE FOGLIE Carlo cl.’70, tutti pluripregiudicati – prevalentemente per reati contro il patrimonio – ritenuti responsabili del reato di furto aggravato in concorso.

L’attività d’indagine, coordinata dal Pubblico Ministero Dott.ssa Grazia ERREDE, trae origine da un ingente furto di vini e champagne, avvenuto lo scorso 26 giugno, presso il deposito del venditore all’ingrosso “Vinarius”, ubicato nel quartiere di Bari San Paolo.

Nello specifico, i quattro arrestati, in concorso con altri soggetti non ancora identificati, sono riusciti a trafugare 3.380 bottiglie, per un valore complessivo di oltre €150.000, avvalendosi di due furgoni rubati poco prima di colpire il deposito di vini.

Gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a ricostruire, nel dettaglio, le modalità di azione del gruppo grazie ad una meticolosa analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza e del tracciamento dei veicoli utilizzati dagli indagati per effettuare sopralluoghi e poi colpire l’obiettivo.

I quattro arrestati, appena due ore prima del furto, si trovavano all’interno dell’enoteca, fingendosi clienti, al fine di porre in essere le condizioni materiali per la buona riuscita della successiva operazione criminosa.

In particolare, CIAMPA Rocco, dopo essere entrato nell’enoteca, si è diretto nell’attiguo deposito, dove ha potuto vedere la disposizione della merce, selezionando quella da trafugare, ed ha manomesso la porta d’ingresso. Poi, con una bomboletta spray, ha annerito una delle telecamere di videosorveglianza.

In quel frangente, gli altri complici si fingevano clienti e distraevano le commesse tra gli scaffali dell’enoteca, consentendo così a CIAMPA di agire indisturbato. Subito dopo, i quattro si sono allontanati insieme così come erano giunti.

Quella sera stessa, intorno alle 21.00, altri complici dei predetti arrestati, hanno portato a termine la propria azione predatoria. Utilizzando due furgoni rubati poco prima ad una ditta ubicata nei pressi dell’obiettivo, i quattro hanno nuovamente raggiunto il deposito e, una volta entrati attraverso la porta manomessa da CIAMPA, si sono impossessati in breve tempo dell’ingente quantitativo di bottiglie.

Grazie agli elementi raccolti nel corso dell’indagine, questa Procura della Repubblica ha potuto chiedere ed ottenere il provvedimento cautelare.

Proseguono le indagini per la ricerca degli altri complici del gruppo.

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<![CDATA[BARI LA PROTESTA DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO PUGLIESE ]]>

Questo pomeriggio, a Bari in Piazza Libertà, ad un anno esatto dal blocco totale delle attività, i lavoratori dello spettacolo pugliese -sempre piu' in ginocchio a causa della mancata erogazione dei ristori promessi e non del tutto erogati- hanno inscenato una manifestazione di protesta con l'intento di sollecitare, ancora una volta, l'impegno da parte delle istituzioni a mettere in atto le misure di reddito e di sostegno strutturali per la riforma del settore e per salvaguardare la sicurezza, la sopravvivenza e la dignità delle migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti.

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