Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[BARI CELEBRA IL SUO SANTO PATRONO ]]>

Una festa di San Nicola anche quest'anno diversa, trasformata dalle restrizioni Covid che rendono impossibili le tradizionali celebrazioni pubbliche. Così, dopo lo spettacolo teatrale a porte chiuse sul sagrato della Basilica, che ieri ha sostituito il corteo storico, sarà un 8 maggio senza 'processione a mare', non ci saranno bancarelle e pellegrini. 

Le celebrazioni religiose in Basilica, però, non si fermano, sebbene con ingressi contingentati per le messe (potranno accedere un massimo di 130 fedeli, al contrario dell'anno scorso, quando si svolsero completamente a porte chiuse, con la sola partecipazione dei sacerdoti e del sindaco). Nell'omelia della messa all'alba, il rettore della Basilica, padre Giovanni Distante, ha evocato i tradizionali appuntamenti di questa giornata di festa dedicata al Santo patrono, per poi ricordare le gesta dei 62 marinai: "Per il secondo anno consecutivo, alla fine di questa celebrazione - ha detto padre Distante - non ci sarà la tradizionale “processione a mare”, la santa messa sul molo, la benedizione del mare, l’imbarco e lo sbarco della Statua del Santo, il pellegrinaggio al motopeschereccio durante l’intera giornata, e in serata al Tempietto in piazza del Ferrarese. Tuttavia queste necessarie misure restrittive non possono impedirci di fare memoria ed esaltare l’audacia dei 62 marinai, che su ispirazione divina, come riferiscono le cronache del tempo, nel 1087 traslarono le reliquie di San Nicola da Mira a Bari. Evento che cambiò per sempre la vita religiosa, sociale, culturale di questa nostra città che da mille anni si identifica con il culto nicolaiano, nel quale si sentono legati milioni di fedeli e devoti d’Oriente e d’Occidente sparsi nel mondo intero".

Le messe proseguiranno per l'intera giornata. Domani, alle ore 18.00 è previsto il prelievo della sacra manna, che sarà trasmessa in diretta tv su TeleNorba e TeleNorba TG24 (canale 510 Sky).  

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<![CDATA[BARI DEMOLIZIONE DI EDIFICIO CON PRESENZA DI AMIANTO SENZA RISPETTO NORMATIVE DENUNCIATI I RESPONSABILI]]>

Intervento ieri sera della Polizia Locale di Bari nel Quartiere Marconi ove una pattuglia del Nucleo di Polizia Giudiziaria del Corpo accertava lavori in corso per la demolizione di uno stabile, al cui interno erano presenti manufatti in cemento amianto. 

Sul posto si accertava la presenza di una macchina operatrice munita di pinza in azione. 
Dalla documentazione esibita, gli agenti della Polizia Locale di Bari, riscontravano il possesso di regolare permesso di costruire, con previsione della preventiva demolizione del preesistente edificio. 
Nonostante gli aventi titolo avessero le carte in regola per la dovuta demolizione, gli agenti decidono di ispezionare il cantiere; rinvenivano alcune zone in fase di distruzione completamente composte in amianto.

Questo materiale necessita di particolare cautele durante le lavorazioni sia in fase di frantumazione che per il successivo smaltimento. 

Nello specifico: una tubazione di amianto ormai ricoperta di detriti; mentre sul lastrico solare si rinveniva il terminale di un comignolo di una canna fumaria e la presenza di un manufatto in presunto cemento amianto già frammentato in più pezzi.

Sono state prelevate campionature dai manufatti demoliti per le relative analisi fisico-chimiche. In considerazione dei lavori in corso e della rimozione di materiale contenente presumibilmente cemento amianto in assenza del prescritto piano sanitario di lavoro, il cantiere è stato posto sotto sequestro giudiziario mentre per le due persone responsabili di Impresa per i lavori in corso è stata inviata debita informativa all’Autorità Giudiziaria.

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<![CDATA[CARICO DI DROGA PER UN VALORE DI 4 MILIONI DI EURO SEQUESTRATO DALLA GUARDIA DI FINANZA ]]>

La vedetta del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, chiamato a contrastare i traffici illeciti via mare diretti in Puglia, in collaborazione con il Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto ha intercettato, in pieno giorno, un’imbarcazione che a velocità sostenuta dirigeva verso la costa a Sud di Brindisi.

Una seconda vedetta della Sezione Operativa Navale di Brindisi, impiegata anche con compiti di Polizia del Mare, dopo un breve inseguimento, fermava l’imbarcazione a poche miglia dalla costa brindisina. L’accurata ispezione a bordo, consentiva di rinvenire, abilmente occultati in un doppio fondo, circa 400 kg. di marijuana e 100 gr. di hashish che, venduti al mercato clandestino, avrebbero fruttato quasi 4 milioni di euro.

L’imbarcazione utilizzata per l’illecito traffico, un natante di circa 6 metri, è stata sottoposta a sequestro, mentre lo scafista, di nazionalità albanese, è stato tratto in arresto per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti e posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

La perfetta sinergia tra la componente aeronavale del Corpo, i mezzi Frontex e i Reparti territoriali delle Fiamme Gialle, nonché la stabile e consolidata collaborazione con le Autorità di Polizia albanesi, per il tramite del Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo, sta consentendo, grazie anche ai proficui rapporti di collaborazione con le varie Procure della Repubblica, di contrastare efficacemente i sodalizi criminali che gestiscono il traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

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<![CDATA[DAL 10 MAGGIO LA PUGLIA TORNA IN ZONA GIALLA]]>

La Puglia, dopo quasi due mesi tra il rosso e l’arancione, tornerà a colorarsi di giallo.

Questo accadrà a partire da lunedì 10 maggio.

Cittadini e soprattutto ristoratori possono prepararsi a ripartire con le dovute norme anticovid.

Ecco alcune regole fondamentali:

Spostamenti

Gli spostamenti, nel rispetto del coprifuoco, sono liberi. Non serve autocertificazione nemmeno per passare da una regione gialla all’altra. Cambiano le regole per le visite private fino al 15 giugno nelle regioni gialle. Potranno raggiungere un’altra abitazione privata quattro persone, che potranno portare con sé figli minori, di età anche superiore ai 14 anni. Questi spostamenti possono avvenire anche tra regioni gialle differenti e non importa se il viaggio comporti l’attraversamento di una regione arancione o rossa.

In zona arancione, si può uscire dal comune, se ha fino a 5.000 abitanti, e spostarsi di 30 km senza però recarsi in un capoluogo. Le visite private potranno avvenire entro i limiti del comune. Sono invece vietate in zona rossa. Sì all’accesso alle seconde case, anche se si trovano in zona arancione o rossa, ma solo se non abitate e se ci si sposta solo in compagnia del nucleo familiare convivente.

Bar e ristoranti

In zona gialla nuovi criteri di riapertura per bar e ristoranti che potranno ospitare clienti a pranzo e a cena purché all’aperto. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. La distanza è fissata a un metro. Dal primo giugno, soltanto in zona gialla, i ristoranti potranno restare aperti anche al chiuso dalle 5 alle 18. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. Ai bar è consentito il servizio ai tavoli all’aperto e anche al banco solo “in presenza di strutture che consentano la consumazione all’aperto”.

Altrimenti, solo servizio ai tavoli e asporto, ammesso fino alle 18.

All’interno dei bar bisogna rimanere il tempo strettamente necessario.

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<![CDATA[DOCENTI IN PROTESTA A BARI]]>

In Puglia 137 classi su circa 27 mila superano i 28 alunni.

Per raggiungere il limite dei 20 alunni per classe, necessario per la riapertura in sicurezza delle scuole da settembre, servirebbe un aumento di organico di migliaia di unità, 1.135 solo per quanto riguarda i docenti, che attualmente sono 64.093 per una popolazione scolastica di oltre mezzo milione di studenti.

Le stime numeriche raccolte dai sindacati parlano di 557.900 alunni pugliesi di ogni ordine e grado che si iscriveranno all’anno scolastico 2021/2022, circa 4 mila in meno dell’anno precedente, che saranno distribuiti in 27.655 classi.

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<![CDATA[BARI LAVORATORI DELL ILVA IN PROTESTA DAVANTI LA SEDE DELLA REGIONE PUGLIA]]>

Lungomare di Bari bloccato, questa mattina, per la protesta di alcune decine di lavoratori dell'Ilva in amministrazione straordinaria stanno, a pochi passi dalla sede della Presidenza della Regione Puglia.

La manifestazione è stata organizzata per sollecitare l'avvio dei corsi di formazione e lavori di pubblica utilità che consentano da un lato la riqualificazione degli operai e dall'altro l'integrazione economica alla cassa integrazione straordinaria.

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<![CDATA[SAN NICOLA 2021 L ASSOCIAZIONE SPACCABARI IN MOSTRA NELLE VETRINE DEI NEGOZI DI BARI]]>

L'obiettivo è quello di continuare a mantenere viva la tradizione dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Bari e, contemporaneamente, dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini in un momento così difficile.

Biagio Diana, Toni Matera e Tommaso Capriati, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario dell'Associazione culturale “Spaccabari”, per la prima volta hanno allestito, in una trentina di vetrine dei negozi del quartiere Murattiano, Libertà e città vecchia, le icone di San Nicola create da circa dieci artisti soci dell’Associazione.

Bari e i baresi hanno sempre atteso i festeggiamenti di San Nicola ma, per causa della crisi pandemica, tutto è stato sospeso.

Per questo motivo, gli autori dell’evento, hanno scelto l’esposizione nelle vetrine dei commercianti aderenti all’iniziativa.

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<![CDATA[AGGUATO SUL GARGANO COLPI DI FUCILE AL VOLTO AD UN NETTURBINO DI MONTE SANT ANGELO]]>

Nel mirino dei malviventi è finito il conducente di un mezzo speciale che raccoglie rifiuti nel comune di Monte Sant'Angelo, nel foggiano.
Il mezzo è stato bersagliato da una sventagliata di colpi d'arma da fuoco lungo la Statale 89.
A bordo del mezzo era presente solo il 45enne, Giuseppe Ricucci, fratello del presunto boss Pasquale soprannominato "fico secco" ucciso durante una guerra di mafia nel 2019. 
L'uomo attualmente è ricoverato in ospedale in condizioni gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il tentato omicidio è accaduto in località Macchia intorno le 6:30 di questa mattina.
I carabinieri, intervenuti insieme ai soccorritori del 118, stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica.

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<![CDATA[OPERAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO DI BARI NEI CONFRONTI DEL CLAN PARISI]]>

La Polizia di Stato di Bari ha eseguito 16 provvedimenti definitivi di pena, emessi dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari, nei confronti di altrettanti soggetti, condannati con sentenza definitiva a seguito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione a pene residue che vanno da 3 mesi a 13 anni di reclusione.

I soggetti  sono  stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto di arma comune da sparo aggravata dal fine di agevolare un’associazione di tipo mafioso, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto e furto in abitazione, illecita concorrenza con minaccia e violenza in concorso ed aggravata dal metodo mafioso, favoreggiamento e minaccia.

L’attività odierna, cha ha interessato Bari ed altre province del territorio nazionale, con l’impiego dei poliziotti della Squadra Mobile e l’ausilio di equipaggi del Nucleo Prevenzione Crimine e del IX Reaparto Volo, è l’epilogo giudiziario dell’operazione “Do ut Des”, indagine sviluppata dalla Squadra Mobile di Bari che portò nel marzo 2016 all’emissione, da parte del G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale della Direzione Distrettuale Antimafia, di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 soggetti ritenuti responsali, a vario titolo, dei reati sopra descritti.

L’attività investigativa della Squadra Mobile di Bari documentò l’operato criminale del sodalizio mafioso denominato clan “Parisi”, operativo a Bari e in alcuni comuni della provincia che, attraverso il capillare e sistematico controllo del territorio, ha gestito  in situazione di monopolio numerose attività illecite; l’egemonia del clan nelle area di influenza era sviluppata in maniera variegata, anche attraverso il monitoraggio e la gestione degli alloggi di edilizia popolare e, soprattutto, attraverso l’infiltrazione all’interno dei cantieri edili.

Le dichiarazioni rese da alcuni imprenditori taglieggiati, nonché le numerose attività tecniche, consentirono di acquisire convergenti e univoci elementi di responsabilità a carico di una struttura criminale, diretta ed organizzata da PARISI Savino cl. 60, con base operativa nel quartiere Japigia di Bari, dedita a commettere in via continuativa estorsioni nel settore dell’edilizia attraverso condotte gravemente intimidatorie, seppur non sempre commesse con atti di violenza fisica. 

L’indagine ha portato alla luce un sistema che vedeva gli stessi imprenditori edili interagire direttamente e senza alcuno scrupolo, con i vertici del clan pur di ottenere commesse ed impiego, alterando in maniera significativa le regole di mercato e della libera concorrenza.

Le investigazioni documentarono ampiamente come il clan si insinuava, sfruttandola, nell’attività dell’imprenditoria edile barese, finendo per operare scelte aziendali di rilievo, imponendo ditte di fiducia o addirittura “imprese mafiose”, così determinando indirettamente anche i prezzi di forniture e opere, sui quali poi pretendere una percentuale, secondo un preliminare accordo sinallagmatico.

Dal complesso degli atti di indagine emerse con chiarezza che le estorsioni venivano realizzate non più o non solo tramite la richiesta violenta del “pizzo” o dell’assunzione di un guardiano scelto tra gli uomini di fiducia del sodalizio criminale, ma attraverso un sistema articolato di relazioni degli appartenenti al clan Parisi con gli imprenditori del settore edile che prevedevano l’imposizione delle ditte che dovevano aggiudicarsi i subappalti o le commesse di forniture e lavori; un sistema estorsivo che includeva il coinvolgimento di imprese “amiche” e che consentiva al clan di lucrare sui ricavi dei subappaltatori imposti e che avevano ottenuto la commessa.

Le condanne confermate nei giorni scorsi dalla Suprema Corte di Cassazione, che ha accolto in massima parte quelle comminate dalla Corte di Appello di Bari, riguardano gli esponenti apicali del clan Parisi, compreso l’indiscusso capo dell’organizzazione criminale indagata, raggiunto dalla notifica del provvedimento mentre si trova detenuto nella Casa Circondariale di Terni per la stessa causa. 

 

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<![CDATA[CARABINIERI DI MONOPOLI OPERAZIONE LOCK DOWN 5 ARRESTI ]]>

Alle prime ore dell’alba, nelle provincie di Bari, Foggia e Lecce, i Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Bari – Sezione G.I.P., su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 individui, indagati in concorso per i reati di furto aggravato e ricettazione.

L’indagine, condotta fra febbraio e luglio 2020, ha consentito di disarticolare una rete di soggetti, originari di Bitonto e dediti ai furti di auto, rubate soprattutto nella città di Bari e in seguito trasportate presso un autodemolitore del Foggiano, il quale provvedeva allo smontaggio dei pezzi e all’immissione in un mercato parallelo.

In particolare, è stato ricostruito il modus operandi degli indagati, tutti gravati da precedenti per reati contro il patrimonio, operativi anche durante il periodo del lock- down nazionale.

Il gruppo, specializzato nel settore, sceglieva il mezzo da rubare solo dopo un accurato sopralluogo e utilizzava, all’occorrenza, centraline clonate e chiavi contraffate, mentre la fuga era garantita da una “staffetta” che segnalava l’eventuale presenza delle forze di polizia. Le autovetture, una volta asportate, venivano nascoste presso un uliveto sito nelle campagne di Bitonto e “bonificate”, ovvero private di eventuali sistemi di allarme o di localizzazione. 

I militari dell’Arma hanno documentato vari furti di autovetture, per un valore complessivo stimato in circa 200.000,00 euro, che, per singolare ricorrenza di alcuni veicoli presi particolarmente di mira, avevano fatto registrare un crescente allarme fra la popolazione. Il “giro di affari” del circuito illecito è stato quantificato in circa 1.500 euro il prezzo di ogni auto ceduta al ricettatore, il quale, a sua volta, la “piazzava” a un prezzo non inferiore a euro 1.800.

L’attività di indagine ha consentito, inoltre, di accertare come tra i propositi degli arrestati rientrasse anche quello di incendiare l’autovettura di un sottufficiale dell’Arma, quale “ritorsione” per aver recuperato parte di un carico di generi alimentari, proveniente dal “Fondo aiuti Europei agli indigenti” e destinato ad un’associazione umanitaria di Bari, trafugato da uno degli indagati durante un raid notturno.

I nomi degli arrestati

Rossiello Gaetano, 35enne, di Bitonto

Brilli Roberto, 47enne, di Bitonto

Lella Luciano, 54enne, di Bitonto

Pantaleo Giuseppe, 51enne, di Bitonto

Russo Gerardo, 49enne, di Orta Nova

 

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