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OPERAZIONE “LAWYER’S CAR”, TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI. TRE ARRESTATI NEL BARESE

[ Pubblicato Lunedì, 30 Gennaio 2012 ]

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Su ordini di custodia cautelare emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura del capoluogo, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari hanno provveduto all’arresto, in carcere, del consulente legale, Lidia Lezzi, 37 anni di Bari, e dell’ex marito di quest’ultima, Alessandro Trerotoli, 38 anni di Bari; ai domiciliari di Pietro Fasano, 54 anni di Bari, titolare di un’agenzia di infortunistica stradale con sede in Valenzano. I tre sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle compagnie delle assicurative attraverso la produzione di documenti falsi. L’indagine della Guardia di Finanza di Bari (Gruppo Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia Tributaria), coordinata dalla Procura, prende le mosse dalla segnalazione di operazioni sospette sui conti correnti bancari intestati alla Lezzi, segnalate dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma della Guardia di Finanza. Un’attenta valutazione contabile ha permesso agli inquirenti di ricostruire l’attività delinquenziale messa in atto dai tre arrestati, con la complicità di altre persone. Lezzi, Trerotoli e Fasano promuovevano, dirigevano, coordinavano un’associazione per delinquere finalizzata a truffare le compagnie di assicurazione attraverso la produzione di atti pubblici e certificati falsi che attestavano incidenti stradali mai avvenuti oppure avvenuti ma le cui dinamiche venivano alterate in maniera che oltre al risarcimento per i falsi danni materiali si aggiungessero quelle per i falsi danni fisici subiti dalle persone che effettivamente o solo apparentemente erano state coinvolte. Basti pensare che in cinque incidenti sono state inserite persone che avrebbero subito danni fisici che non erano assolutamente presenti sul luogo del sinistro. Le conseguenti investigazioni hanno permesso di stabilire che l’associazione, al fine di commettere le truffe, aveva un modus operanti standard: non si richiedeva mai l’intervento delle Forze di Polizia sul luogo del sinistro, al fine di poterne modificare la dinamica, i danni e le persone coinvolte e ferite; venivano predisposti falsi referti, attestanti le lesioni riportate dai protagonisti dei sinistri (in alcuni casi risultate persone inesistenti), anche attraverso il coinvolgimento di medici compiacenti; le richieste di risarcimento danni alle compagnie di assicurazione venivano avanzate dalla Lezzi che, in alcuni casi, indicava anche falsi testimoni utilizzando copie di documenti d’identità di cui era già in possesso in ragione di altri incarichi di consulenza ricevuti; i componenti dell’associazione utilizzavano false procure speciali per incassare direttamente sui propri conti corrente le somme erogate dalle compagnie di assicurazioni a titolo di indennizzo per danni alle persone. Allo stato, il danno alle compagnie di assicurazione è di oltre 220.000 euro. Le frodi nel settore assicurativo, che si verificano soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, producono sicuramente un danno economico per le compagnie di assicurazioni che, però, hanno risvolti economico-finanziari su tutti gli automobilisti del Sud costretti a pagare premi assicurativi più alti di quelli del Nord proprio per effetto di queste truffe che fanno vertiginosamente salire il numero degli incidenti e i relativi risarcimenti nelle tabelle assicurative, per cui le Compagnie (quasi tutte con sede nel Nord) sono “costrette” (per far fronte ai numerosi risarcimenti) anche a duplicare il prezzo della polizia per la Rc Auto.

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