UN CACCIATORE CONFESSA DI AVER SPARATO A DON FRANCESCO CASSOL: LO AVREBBE SCAMBIATO PER UN CINGHIALE
Un bossolo calibro 30.06 tipico dei cacciatori di cinghiali ha indirizzato i carabinieri verso la pista dei bracconieri per l’omicidio di Don Francesco Cassol, parroco di Longarone. I militari della compagnia di Altamura e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari hanno individuato e sentito tutti i possessori di carabine dello stesso calibro che ha ucciso Don Francesco: tra loro anche Giovanni Ardino Converso, al quale è stato confiscato il fucile per capire se avesse sparato di recente. L’uomo a questo punto ha preferito confessare e si è recato presso la Caserma di Bari Centro con il suo legale ed è stato interrogato per diverse ore. Il cacciatore 51enne ha reso “piena confessione”, dichiarando di aver scambiato Don Francesco per un cinghiale. L’uomo si era recato intorno a mezzanotte nei pressi del Pulo di Altamura per dedicarsi alla caccia dei cinghiali, anche se in un periodo non consentito. Nel buio avrebbe scambiato le tende del gruppo di fedeli guidato dal parroco Cassol per un branco di cinghiali e avrebbe sparato.
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