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VANCORE SI SUICIDA DOPO 20 ANNI DI SOSPETTI

[ Pubblicato Martedì, 9 Marzo 2010 ]

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Tre anni di carcere e "20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio". Da quanto emerso da dei bigliettini lasciati nell’auto questa sarebbe la motivazione che ha spinto Pietrino Vancore a suicidarsi in provincia di Taranto, dove si era ritirato dopo essere stato assolto dall’accusa di omicidio, gettandosi in acqua. La vettura era parcheggiata non lontano dalpunto in cui sarebbe avvenuto il gesto estremo. Nel 1990 Simonetta Cesaroni fu uccisa e sul suo delitto resta ancora il mistero. Vancore all’epoca dei fatti lavorava come portiere presso lo stabile in cui la giovane e bella donna fu trovata morta dalla sorella. Dopo 20 anni il prossimo 12 marzo l’uomo avrebbe dovuto testimoniare al processo sul delitto a carico dell’ex fidanzato della donna, Raniero Busco. Paolo Loria, avvocato di Busco, pensa che a spingere l’uomo al suicidio sarebbe stato il peso delle informazioni di cui era in possesso; secondo il legale infatti Vancore avrebbe potuto essere a conoscenza di fatti riguardanti l’omicidio.

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