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PER NON DIMENTICARE: GIORNATA DELLA MEMORIA.

[ Pubblicato Mercoledì, 27 Gennaio 2010 ]

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“Arbeit Match frei” è la scritta che era stata recentemente asportata dall’ingresso del campo di Auschwitz, ma la memoria dolorosa che è conservata in quei luoghi è rimasta invariata. Lo è prova il silenzio angosciante e quasi religioso che conservano i gruppi di persone che tornano a camminare tra le barriere create dal filo spinato di campi come Birkenau in occasione delle giornate della memoria. Balzano agli occhi le recinzioni in filo spinato, una delle tante, che viste dall’esterno rendono un’idea delle dimensioni del campo. Avvicinandosi a quei fili di ferro dall’interno però è tutto diverso perché quello che trasmettono non più una scarica elettrica ad altissimo voltaggio, ma una carica della sofferenza che era contenuta tra quelle barriere. La storia e le tragiche storie che di lì sono passate sono rimaste ad impregnare i freddi mattoni che costituiscono i blocchi, ed al loro interno, dove ogni luogo ed ogni oggetto è testimonianza di ciò che non si può esprimere. Valigie, occhiali, una quantità enorme di effetti personali abbandonati, rotti, sono ammassati ed accatastati, immagini che sembrano da film in bianco e nero, ma che invece sono più che reali nel block 5, corone di fiori sono poggiate sui muri dove avvenivano le esecuzioni sommarie dei e trema il ricordo avvicinandosi ai padiglioni dove venivano compiuti gli esperimenti sulle cavie umane. Si cammina lentamente tra queste costruzioni, passi pesanti e chissà cosa si prova quando alla fine si torna a respirare l’aria leggera oltre al filo spinato.

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