LA "MARE OCEANO" A CACCIA DELLA NAVE DEI VELENI SCOPRE REPERTI ARCHEOLOGICI
Sembra che della nave dei veleni, la Yvonne A di cui ha parlato un pentito della ‘ndrangheta, non ci sia traccia nei fondali tra Maratea e Palinuro. Nessuna presenza di fusti con sostanze tossiche, né radioattività. Ciò che invece è stato sorprendentemente ritrovato a largo di Maratea è un tesoro archeologico. La nave “Mare Oceano” quindi impegnata nelle indagini sui veleni non ha trovato tracce di radioattività, ma anfore dell’epoca degli antichi romani. Il fondale marino è stato esplorato con moderne tecnologie di cui la Mare Oceano poteva disporre, prendendo in considerazione circa 90 chilometri quadrati per arrivare ad una profondità di circa 800 metri. Le anfore sono attualmente ancora nel relitto della nave risalente presumibilmente al III o IV secolo a.C. Il Sindaco di Marate, Mario Di Trani, ha fatto sapere che contatterà quanto prima le autorità competenti per il recupero dei beni ritrovati sui fondali, a 600 metri di profondità su un’area di 80 metri per 20.
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