ANNA DALFINO AL CORTEO ANIMALISTA: "E' ORA CHE NASCA UN CANILE COMUNALE"
“Sabato 28 marzo si è svolta a Bari una manifestazione indetta dalle Associazioni animaliste al fine di “smuovere” le acque stagnanti e paludose che circondano il fenomeno randagismo nel territorio barese e più in generale in quello regionale. La Regione Puglia è una delle Regioni più belle d’Italia e del mondo intero, per la sua configurazione geografica, per la natura, per il mare, per le Opere d’arte, per i Musei, per il cibo, per la musica. Per tutte queste ragioni essa merita di rimettersi dall’infamante marchio che la definisce la”Vergogna dell’Europa” per il problema del randagismo. Perché ciò avvenga è necessario riprendere da zero, cominciando così a diffidare seriamente tutti i Comuni inadempienti della Puglia e del resto dell’Italia e far capire ai relativi Sindaci della responsabilità che essi hanno, quali “proprietari” dei cani randagi, per tutto ciò che sta accadendo rispettando le leggi soprattutto quelle che impongono loro,sin dall’anno 1991(L.281) la costruzione dei canili comunali(sanitari e rifugi) gestiti dai Comuni e dalle Associazioni animaliste.Purtroppo, sin da quella data, non avendo i Comuni la possibilità di realizzare in breve tempo ciò, la Regione Puglia, con una deroga alla legge, ha data la possibilità ai privati di convenzionarsi con le Amministrazioni, per la gestione dei cani randagi. Tutto ciò ad oggi continua ad esistere senza che ci siano controlli in queste strutture, senza un programma serio di sterilizzazioni. Le ultime notizie apprese a riguardo di ciò che sta elaborando la Commissione indagine della Regione Puglia inserendo delle modifiche (emendamenti) alla legge regionale(12/95), quali la presenza dei privati, stanno preoccupando le associazioni animaliste, che si stanno attivando in merito. A questo proposito, quale delegata all’ufficio Dirtti degli animali, mi permetto di dare dei suggerimenti a tale Commissione:
1) Albo regionale dei privati così come esiste per le associazioni animaliste.
2) Previsione di forme di controllo della gestione.
3) Previsione”necessaria” della presenza delle associazioni animaliste nei canili privati, a tutela degli animali (L.12/95 art.1).
Per quanto riguarda la situazione del Comune di Bari credo che siamo sulla buona strada per quando riguarda:
1)realizzazione del canile comunale (zona industriale).
2)sterilizzazione dei randagi dal 2005, prima da parte del Comune attraverso il mio Ufficio (€ 125.000 di cui € 95.000 per le sterilizzazioni e € 30.000 per i contributi alle Associazioni), adesso attraverso il Servizio Veterinario della ASL-Bari, con l’ausilio delle Associazioni.
Il tutto è stato realizzato grazie ad una Ordinanza del Sindaco Emiliano.
3) Infine la convenzione con le Associazioni accreditate (ACA onlus e ADA onlus) custodi di circa 600 cani randagi in strutture abusive.
Affinché il tutto rientri nel rispetto della legge è necessario accelerare la costruzione del canile comunale, non più di 1 rifugio + canile sanitario, ma di più rifugi, cosi come è stato stabilito dalla deroga alla L. 26/06”.
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